Achille Castiglioni: dall’ordinario allo straordinario

Achille Castiglioni

Achille Castiglioni nasce a Milano nel 1918. Figlio di uno scultore, comincia presto a interessarsi all’arte e fin dal 1940 si dedica alla sperimentazione sui prodotti industriali insieme ai due fratelli, Pier Giacomo e Livio. Fin da bambino, Castiglioni è stato attento alla forma e al funzionamento degli oggetti quotidiani con cui aveva a che fare, a partire dai suoi giocattoli: da quegli oggetti, il designer si lasciava guidare e ispirare fino alla realizzazione di opere dal design inconfondibile, il perfetto mix tra bellezza e funzionalità.

Il 1944, l’anno della sua laurea in Architettura al Politecnico di Milano, è il momento in cui Castiglioni dà il via alla sua carriera: diviene subito membro del comitato di ordinamento e allestimento della VIII Triennale e comincia un’intensa attività di ricerca sulle forme, le tecniche e i nuovi materiali, puntando a un processo di progettazione integrale. Sarà quella la base di partenza da cui prenderà il via l’attività che lo renderà uno dei nomi del design più influenti di tutti i tempi.

Lo studio di progettazione e la collaborazione con il fratello

Dal 1945, Achille lavorerà al fianco del fratello Pier Giacomo fino alla sua prematura morte nel 1968, prima nello studio di Corso di Porta Nuova e poi in quello di Piazza Castello, sempre a Milano. Dalla loro collaborazione nasceranno alcuni dei progetti più interessanti e innovativi. Durante tutti gli anni Cinquanta, l’attività dello studio dei due fratelli viaggia su binari paralleli: da un lato l’architettura con il Padiglione della Permanente e la Chiesa di San Gabriele Arcangelo, dall’altro il design, con il “ridesign” di oggetti della tradizione che vengono reinterpretati; nascono così i tavoli Leonardo e Bramante, le sedute Sella, Mezzadro e Tric e la celeberrima lampada Arco. Anche il settore della progettazione d’interni è un campo in cui i Castiglioni raggiungono l’apice della loro creatività. La Sala Movil e quella dei prodotti chimici in collaborazione con Bruno Munari al Padiglione Montecatini, la sezione sull’Industrial Design alla X Triennale di Milano, il Padiglione ENI, il cinema privato per la famiglia Rizzoli e altri progetti di questo calibro segnano tutto il periodo degli anni Cinquanta e Sessanta.

Lampada Arco, progettata nel 1962 da Achille e Pier Giacomo Castiglioni

La carriera dopo la scomparsa di Pier Giacomo


La morte prematura di Pier Giacomo Castiglioni, nel 1968, segnerà profondamente la vita e la carriera di Achille. Da quel momento lavorerà sempre di più nel settore dell’industrial design, progettando nel segno della continuità e riproducibilità degli ambienti. Nel corso della sua carriera, Castiglioni sarà consulente artistico dell’ANIE e della RAI, per i quali realizzerà importanti progetti. Socio fondatore dell’ADI, Associazione per il Disegno Industriale, negli anni Sessanta comincia anche l’attività di docente di numerose cattedre tra cui progettazione artistica per l’industria, composizione architettonica e architettura degli interni e arredamento. La carriera di Castiglioni è costellata di premi prestigiosi, riconoscimenti e mostre monografiche che ne sanciscono l’importanza nel design internazionale. Muore a Milano nel 2002, lasciando un’enorme eredità, creativa e progettuale. Nel 2006 gli eredi di Achille decidono di aprire lo Studio Museo Achille Castiglioni al pubblico e nel 2011, per sviluppare i progetti e dello Studio Museo e per gestire l’immenso archivio di progetti, disegni, foto, oggetti e libri, nasce la Fondazione Achille Castiglioni, con sede a Milano.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *