Bruno Munari, l’artista poliedrico e geniale che ha segnato il Novecento

Bruno Munari grandi designer

Nasce a Milano nel 1907 ma trascorre l’infanzia e l’adolescenza nella campagna veneta, dove i suoi genitori gestivano un piccolo albergo. Bruno Munari, a diciotto anni torna a Milano e, grazie all’aiuto dello zio ingegnere, comincia a lavorare in alcuni studi di grafica, avvicinandosi gradualmente a Marinetti e al movimento futurista ed esponendo con loro in diverse mostre. Nel 1929, a soli 22 anni, apre il suo studio  di grafica, pubblicità, decorazione e fotografia, insieme al collega futurista Riccardo Castagnedi: con la firma R+M, i due artisti produrranno grafica pubblicitaria fino al 1938. Nel frattempo, l’attività artistica di Munari si evolve e le sue opere spaziano dalla pittura al collage, dalla grafica al design, finché nel 1930 crea la sua prima “macchina aerea” a cui faranno seguito le “macchine inutili”, costruzioni astratte sospese o appoggiate a terra.

Le mille anime di Bruno Munari

Tra il 1939 e il 1945, durante la Seconda Guerra Mondiale, Munari rimase a Milano lavorando per Mondadori e per la rivista Tempo; nello stesso periodo, comincia a scrivere libri per l’infanzia, inizialmente pensati per il figlio Alberto e successivamente dati alle stampe. Gli anni Cinquanta sono dedicati a quadri astratti, macchine aritmiche, sculture da viaggio, libri illeggibili e particolarissimi oggetti di arte cinetica, sempre in bilico tra genialità, fantasia e humour.
Durante gli anni Sessanta, diventano sempre più frequenti i viaggi di Munari in Giappone: la cultura orientale influenzerà moltissimo sia la sua personalità che il suo lavoro come artista. Negli stessi anni, il designer comincia a interessarsi al cinema e realizza pellicole cinematografiche di avanguardia,  esperienza che sfocia poi nell’inaugurazione della Cineteca di Monteolimpino, conosciuta anche come Collina del Cinema. Tra gli anni Ottanta e Novanta, Munari esplora le possibilità geometriche della curva studiata da Peano, crea il primo laboratorio per bambini in un museo e realizza diversi tipi di opere: sculture, costruzioni grafiche, strutture e ideogrammi, giocattoli in gommapiuma e mille altri progetti, a dimostrazione di quanto la sua genialità fosse vasta e versatile.

Bruno Munari designer

L’eredità di Bruno Munari è dunque vastissima e, nel campo del design, l’artista ha disegnato dal 1935 al 1992 decine di oggetti di arredamento come tavoli, poltrone, librerie, lampade, posacenere, carrelli, mobili componibili, la maggior parte dei quali realizzati per Bruno Danese. Il giocattolo scimmia Zizi, la scultura da viaggio pieghevole da portare nelle camere d’albergo per renderle più personali e familiari, il portapenne Maiorca sono solo alcuni esempi delle opere del maestro milanese. Oltre alla progettazione di oggetti di arredamento, Munari realizzò allestimenti di vetrine, elementi espositivi, tessuti e persino un orologio! Dopo numerosi riconoscimenti per la sua vastissima attività, Munari muore nel 1998, a 91 anni, nella sua città natale.

Lampada Falkland

Lampada falkland bruno munari
Lampada Falkland, 1964

Progettata nel 1964 e disegnata per lo storico marchio Danese, è una lampada pensata in origine usando una maglia elastica tubolare prodotta in un calzificio: questa prende forma mediante l’inserimento di alcuni anelli metallici di diverso diametro all’interno della struttura e si caratterizza per le sue linee moderne e innovative, che negli anni Sessanta come oggi sono attuali e accattivanti. Disponibile in versione sospesa o da terra, è una lampada di grandi dimensioni che assume il suo aspetto caratteristico solo quando viene sospesa, per effetto della gravità: quando è smontata e chiusa all’interno di una confezione, la lampada Falkland è alta solo pochi centimetri!

Abitacolo

Abitacolo, 1971


Nel 1971, quando ancora i mobili componibili quasi non esistevano, Bruno Munari ideò una struttura modulare e multifunzionale per dare ai bambini la massima libertà di leggere, lavorare, giocare e sognare! Massima funzionalità e minimo ingombro, Abitacolo presenta due piani orizzontali regolabili in altezza, un ripiano a scomparsa come scrivania o come tavolo per fare merenda con gli amici, piani porta oggetti, cestini, mensole e vari ganci per appendere bandiere di pirati, pigiami e peluche. L’idea principale di Munari era quella di disegnare uno spazio su misura per bambini e ragazzi e Abitacolo fu premiato nel 1979 con il Compasso d’Oro, per essere poi incluso della collezione permanente del MoMa di New York.

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